FILI DI CARTA_LOCANDINA MESSINA

Messina | L’ombra del Salice in Tour

Ci sono città che nascono dall’incontro. Messina è una di queste. Una terra affacciata sullo Stretto, dove due sponde sembrano cercarsi continuamente e dove il mare, più che dividere, diventa un luogo di passaggio, di connessione, di storie che si incrociano.

Lo scorso 11 agosto, alla Libreria Feltrinelli di Messina, ho trascorso un’intera giornata insieme a L’ombra del salice e ai suoi lettori. Dalle 9.30 alle 20.00, il tempo della presentazione tradizionale ha lasciato spazio a qualcosa di diverso: un susseguirsi di incontri, domande, dediche, brevi conversazioni e confidenze.

Ed è proprio questa dimensione a rendere speciale una giornata in libreria. Non esiste un unico pubblico davanti al quale raccontarsi, ma tante persone che arrivano una dopo l’altra, ciascuna con il proprio modo di avvicinarsi al libro e, spesso, con una storia personale che affiora tra poche parole.

A Messina ho pensato molto al significato dell’incontro, perché è uno dei fili invisibili che attraversano anche il romanzo.

La storia di Sofia nasce all’interno di una famiglia segnata dal disturbo bipolare del padre, dalla presenza di una madre che si dedica agli altri fino quasi a dimenticare sé stessa e da equilibri emotivi che lasciano inevitabilmente un segno. Ma L’ombra del salice racconta anche il tentativo di attraversare quella fragilità, comprenderla e trovare un modo nuovo di guardare alla propria storia.

In una città che vive quotidianamente davanti a un’altra sponda, questa riflessione ha assunto per me un significato particolare. Comprendere qualcuno significa forse proprio provare a raggiungere l’altra riva: accorciare una distanza, superare il giudizio e avvicinarsi a una realtà che non necessariamente conosciamo.

È ciò di cui abbiamo bisogno anche quando parliamo di salute mentale. Dietro una diagnosi esistono persone, famiglie, relazioni e vissuti che non possono essere racchiusi in una sola parola. La letteratura può diventare allora un ponte: non offre risposte semplici, ma permette di entrare per qualche pagina nella vita dell’altro e osservarla da una prospettiva differente.

Le tante ore trascorse alla Feltrinelli mi hanno regalato proprio questo: piccoli ponti costruiti attraverso le parole. Ogni persona incontrata ha aggiunto qualcosa al viaggio del romanzo e mi ha ricordato ancora una volta che un libro continua a trasformarsi ogni volta che passa dalle mani di chi lo ha scritto a quelle di chi sceglie di leggerlo.

Lascio Messina e la Sicilia con gratitudine per l’accoglienza ricevuta e per tutti coloro che hanno dedicato anche solo qualche minuto della propria giornata a L’ombra del salice.

Davanti allo Stretto, porto con me un’immagine semplice: due rive separate che continuano a guardarsi. Forse ogni storia nasce proprio per questo, per provare ad avvicinarle.

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