Pensieri Sparsi
Se Fossi Natura
Se fossi natura,
sarei un bosco che respira silenzi, una casetta riflessa sull’acqua,
un campo di lavanda che sussurra al vento, un sentiero senza meta.
Sarei luce che danza sulla neve,
fiori che sorridono al sole,
sentieri sconnessi sotto le scarpe e notti chiare abbracciate alla luna.
E se fossi fuoco o sole d’agosto,
incendierei di rosso il mare,
in un cielo terso di fine estate
distesa tra i battiti lenti del mio sentire.
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La bellezza che risiede nella normalità, non è altro che il diritto inalienabile di ogni uomo di non ambire ad altro che ad essere sé stesso
Scusa e grazie è tutto ciò che dovremmo dire a noi stesse ogni sera davanti allo specchio, prima che la notte compia la magia e trasformi le parole in intenzioni.
Mio padre mi diceva sempre che i genitori sono come i capitani di una nave. Per amore pensano di poter decidere la rotta, la velocità di navigazione e la destinazione di quel viaggio unico che è la vita. Non è così. I figli sono mossi dal vento, un vento che soffia impetuoso dentro di loro. E che li rende liberi.
Sbagliare strada non significa perdersi, ma dare a sé stessi la possibilità di scoprire posti nuovi.
Quando studiate nutrite la vostra mente e la rendete critica, aperta e consapevole. Più vi impegnerete in questo e maggiore sarà la vostra capacità, crescendo di essere persone migliori. Mi direte che è faticoso e avete ragione. Andare a scuola è come camminare in montagna. Si parte pieni di entusiasmo a passo svelto, ma poi inizia la salita e questo costringe a fare i conti con i propri limiti. A volte qualche sasso vi farà inciampare e cadere farà così male che avrete voglia di mollare tutto e tornare indietro. Non fatelo ragazzi. Quando penserete di non essere all’altezza o di non riuscire in quello che vi eravate prefissati, alzatevi, pulite le vostre ginocchia e ripartite. Piccoli passi, uno dopo l’altro. Non fatevi mai condizionare da chi, per amore, vorrà proteggervi dalla fatica e vi dirà che siete troppo piccoli per riuscire a gestire tutto questo. Chi vi ama vi mostrerà la vetta e farà in modo che la raggiungiate con le vostre gambe senza scorciatoie né aiuti. Non importa quanto tempo ci metterete. Il cammino vale quanto la meta. Ognuno di voi segua il proprio passo. Ci vediamo in cima.
E se regalassimo ai nostri figli il diritto ad essere piuttosto che il dovere di diventare?
Oggi celebro me stessa, ma non lo farò con la parte che tutti conoscono e hanno imparato ad amare. Sarebbe troppo facile, come scivolare su un lago ghiacciato in una fredda notte d’inverno. Lo farò restando in equilibrio su una lastra sottile, in attesa che il rumore di una crepa rompa lo strato di bugie che ho accumulato negli anni e mi trascini giù, sotto la superficie. Solo annaspando tra quelle profondità sarò in grado di riconoscere le contraddizioni che mi abitano e solo allora saprò riportarle alla luce.
Le labbra non possono trasformare in silenzi le urla del cuore.
Si fermò immobile di fronte a uno sguardo che le faceva risuonare l’anima e si avvicinò quel tanto che bastava per ascoltare le sue parole: “ abbi cura di te” le disse “ e della donna meravigliosa che sei”. Lei sorrise, prima di voltarsi, allontanandosi piano dallo specchio.
E mi fermerò a guardarti, aspettando che una leggera brezza ti scompigli i capelli. Starò immobile, in silenzio, come un contadino che riposa sotto loe fronde ombrose di un salice. E sì, bambino mio, avrò paura. Paura delle tempeste che vedrò infuriare nel tuo cuore e di deserti sui quali proverai a dispensare amore, spargendolo a piene mani. Ma tu sei quercia, hai radici affondate nella terra e rami protesi al sole perché in te albeggia il miracolo della vita. Lo guarderò compiersi. Con il cuore traboccante di felicità.
Perché dovrai accettare i nostri no? Perché a quattordici anni sei come una macchina che corre a tutta velocità in una strada di montagna, dove nessuno si è preoccupato di costruire una protezione per impedirti di uscire alla prima curva cadendo di sotto. Quei no sono argini, confini, sponde che ti proteggeranno da pericoli che ancora non vedi ma dei quali conosciamo le insidie. Questo ti farà sentire arrabbiato, deluso, incompreso, ma non per questo smetteremo di fare quello per cui abbiamo deciso di metterti al mondo: avere cura di te. Solo così, crescendo, dalla cima di quella montagna potrai godere di un panorama bellissimo.
Me stessa è una meravigliosa compagnia.
Guardo attraverso il buio, in una notte senza stelle. Solo così i miei occhi possono vedere quello che ai più è nascosto: la possibilità di guardare oltre. Oltre la paura, oltre i limiti, oltre quella sottilissima linea di confine dietro la quale si nasconde sempre un’alba. Sfumature di ruggine rischiarano la notte. Nel silenzio sento l’eco di un grazie affidato al mare. Lo stesso che torna a me, amplificato dalla risacca.
Serve solo un passo e il coraggio di lasciare ciò che conosci per abbracciare il nuovo, il diverso, l’inaspettato. Solo lì, in quel frangente sospeso, troverai quanto di più prezioso tu possa possedere su questa terra: la consapevolezza di esserne capace.
Spesso camminiamo su uno strato di ghiaccio sottile. Rimaniamo in equilibrio, leggeri, attenti a scivolare quel poco che basta per far sì che non si formi una crepa. Ed è così che l’infelicità trova il suo posto. Nello stallo condito dalle convenzioni e dai compromessi di chi vive a metà. Ma se si trova il coraggio di saltare, rompendo quella linea sottile che divide il dentro dal fuori, la luce dall’ombra, la realtà dalla finzione, allora possiamo Ri-conoscerci, mostrandoci al mondo con ritrovata verità. Basta fare un respiro e andare giù, annaspando sotto la superficie. Per ritrovarsi. Con onestà.
La crisalide è il simbolo di un cambiamento. Di quella forma perpetua e inarrestabile di rinascita che appartiene ad ognuno di noi. Essere crisalide significa uscire da un involucro che a molti potrebbe sembrare un luogo sicuro, ma in realtà altro non è che la prigione dentro la quale ci siamo nascosti per non affrontare la metamorfosi che ogni giorno dovrebbe compiersi. Oggi vi auguro di uscire. Dalle convenzioni, dalle abitudini, dai gesti sempre uguali, dal giudizio inflitto e da quello subito, dall’abitudine malsana di essere i primi sabotatori di voi stessi. Oggi uscite. Con un amore sconfinato verso la persona che siete.
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