FILI DI CARTA_LOCANDINA AVOLA

Avola | L’ombra del Salice in Tour

Ci sono tappe in cui il tempo sembra concentrarsi in un solo momento e altre che, invece, permettono alle storie di accompagnarti per un’intera giornata.

Lo scorso 13 agosto, alla Libreria Mondadori di Avola, L’ombra del salice ha proseguito il suo viaggio in Sicilia. Dalla mattina fino alla sera, con una pausa nel cuore del pomeriggio, ho avuto la possibilità di incontrare lettori diversi, osservare mani sfogliare le pagine, ascoltare domande e scoprire ancora una volta quanto un libro possa diventare un punto di partenza per raccontarsi.

Avola è stata una tappa fatta soprattutto di tempo e ascolto. Quel tempo che nella quotidianità sembra non bastare mai e che, quando si affrontano temi delicati come la salute mentale e le dinamiche familiari, diventa invece indispensabile.

Anche Sofia, la protagonista del romanzo, ha bisogno di tempo per comprendere la propria storia. Crescere accanto a un padre affetto da disturbo bipolare e a una madre che, nel tentativo di tenere unita la famiglia, finisce per mettere sé stessa in secondo piano significa convivere con emozioni che non sempre è possibile comprendere immediatamente.

Alcune ferite hanno bisogno di essere guardate da lontano prima di poter essere riconosciute.

È uno degli aspetti che più mi sta accompagnando durante questo tour. In ogni città incontro persone che si avvicinano al romanzo per motivi differenti. C’è chi è incuriosito dalla storia, chi conosce da vicino la fragilità psicologica, chi ritrova nelle dinamiche familiari raccontate qualcosa di sé. Ed è proprio in questa pluralità di sguardi che L’ombra del salice continua a trovare significati che vanno oltre quelli che avevo immaginato mentre lo scrivevo.

La letteratura, in fondo, ci concede proprio questo privilegio: il tempo di entrare nella vita di qualcun altro senza giudicarla. Ci permette di sostare nelle sue zone d’ombra, comprenderne le contraddizioni e scoprire che dietro una fragilità esistono sempre una persona, una famiglia e una storia molto più complesse di qualsiasi definizione.

La lunga giornata alla Mondadori di Avola mi ha regalato tanti piccoli incontri, diversi tra loro ma uniti dalla stessa disponibilità ad ascoltare. È in momenti come questi che sento il romanzo allontanarsi dolcemente da me per appartenere sempre un po’ di più a chi sceglie di accoglierlo.

Porto con me Avola, la sua accoglienza e tutte le persone incontrate tra una dedica e una conversazione, con la gratitudine di chi continua a scoprire qualcosa di nuovo nella propria storia attraverso gli occhi degli altri.

Perché anche per rinascere, come per leggere un libro, a volte bisogna semplicemente concedersi il tempo di attraversare tutte le pagine.

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