FILI DI CARTA_LOCANDINA AMANTEA

Amantea | L’ombra del Salice in Tour

Ci sono viaggi che sembrano seguire una geografia precisa e altri che, tappa dopo tappa, finiscono per disegnare una geografia delle emozioni.

Lo scorso 8 agosto, al Lido Mediterraneo di Amantea, L’ombra del salice ha incontrato la Calabria. Dopo Maratea, il mare è tornato a fare da sfondo alle parole del romanzo, ma questa volta con una luce e un’atmosfera completamente diverse.

Al tramonto, mentre il giorno lentamente lasciava spazio alla sera, parlare della storia di Sofia e della sua famiglia mi ha fatto pensare proprio a quel confine sottile tra luce e ombra che attraversa tutto il libro.

L’ombra del salice racconta una famiglia segnata dal disturbo bipolare del padre, ma soprattutto ciò che accade intorno alla malattia: gli equilibri che cambiano, i silenzi, una madre che nel tentativo di proteggere gli altri finisce per mettere da parte sé stessa e una figlia che cresce cercando di comprendere ciò che accade dentro e fuori di lei.

Sono quelle ombre che spesso rimangono invisibili agli occhi degli altri.

E forse è stato proprio il tramonto di Amantea a ricordarmi, ancora una volta, che ombra e luce non sono necessariamente opposte. Esistono insieme, proprio come nella vita possono convivere fragilità e forza, dolore e desiderio di rinascita.

Durante l’incontro abbiamo attraversato questi temi attraverso la letteratura, lasciando che fossero le parole a creare uno spazio libero dal giudizio. Perché raccontare la salute mentale significa anche questo: provare a rendere visibile ciò che per molto tempo è rimasto nascosto, permettendo alle persone di riconoscersi, fare domande e condividere esperienze.

È uno degli aspetti più preziosi che questo tour continua a regalarmi. Ogni città accoglie il romanzo in modo diverso e ogni incontro aggiunge qualcosa alla storia che credevo di conoscere così bene. Attraverso gli occhi dei lettori, anche le mie pagine assumono significati nuovi.

Porto con me Amantea, l’accoglienza del Lido Mediterraneo e tutte le persone che hanno scelto di trascorrere questo tramonto insieme a me e a L’ombra del salice.

Il sole è sceso lentamente dietro il mare, ma le parole hanno continuato a restare.

Ed è forse questa una delle magie più profonde della letteratura: riuscire a lasciare una piccola luce anche quando intorno arriva l’ombra.

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