FILI DI CARTA_LOCANDINA MARATEA

Maratea | L’ombra del Salice in Tour

Ci sono luoghi in cui il paesaggio sembra parlare la stessa lingua delle storie che portiamo con noi. Maratea è stato uno di questi.

Lo scorso 7 agosto, al Lido La Secca, L’ombra del salice ha incontrato la Basilicata, in una tappa del tour che conserverò nel cuore per la sua atmosfera, sospesa tra la forza della natura e l’intimità delle parole.

Presentare il romanzo davanti al mare ha assunto per me un significato particolare. Guardando l’acqua muoversi incessantemente, ho pensato a quanto assomigli alla vita dei protagonisti del libro: ci sono momenti di quiete e altri in cui qualcosa arriva a sconvolgere gli equilibri, costringendoci a trovare un modo nuovo per restare in piedi.

È ciò che accade a Sofia, cresciuta accanto a un padre affetto da disturbo bipolare e a una madre che, nel tentativo di sostenere la propria famiglia, finisce lentamente per dimenticare sé stessa. Una storia segnata dalla fragilità e dal dolore, ma soprattutto dalla ricerca di una possibilità di rinascita.

A Maratea, circondata dalla bellezza potente e quasi silenziosa della costa, la metafora del salice che accompagna tutto il romanzo mi è sembrata ancora più viva. Il salice si piega, asseconda il vento, attraversa le tempeste senza perdere le proprie radici. Allo stesso modo, alcune esperienze della vita ci trasformano profondamente, ma non necessariamente ci spezzano.

Durante l’incontro, le parole hanno lasciato spazio all’ascolto e alla condivisione. Ed è proprio in questi momenti che comprendo quanto il viaggio di un libro inizi davvero dopo la sua pubblicazione: quando una storia smette di appartenere soltanto a chi l’ha scritta e incontra sensibilità, esperienze e interpretazioni nuove.

Parlare di salute mentale attraverso la letteratura significa anche provare ad aprire uno spazio in cui la fragilità possa essere raccontata senza stigma e senza giudizio. Ogni confronto, ogni domanda e ogni sguardo incontrato durante questo tour contribuisce, nel suo piccolo, a rendere quello spazio un po’ più grande.

Porto con me Maratea, il mare della Basilicata e l’accoglienza del Lido La Secca, insieme alla gratitudine per tutte le persone che hanno scelto di fermarsi, ascoltare e condividere con me questa tappa.

Perché forse è proprio questo che fanno le storie: attraversano luoghi diversi, incontrano vite diverse e, senza fare rumore, continuano a mettere radici.

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