La presentazione di L’ombra del salice ad Asti è stata un momento intenso di confronto, ascolto e condivisione, capace di riunire persone accomunate dal desiderio di riflettere su temi profondi come la salute mentale, la fragilità e la rinascita.
Ospite dell’associazione Un libro per Daniela, fondata da Luciano Cavallo, ho avuto l’onore di raccontare il percorso che ha dato vita al romanzo e il significato che desideravo affidare alle sue pagine. Un sentito ringraziamento va all’associazione per l’accoglienza e per il costante impegno nel promuovere la cultura come occasione di dialogo e crescita.
La serata è stata arricchita dagli interventi della dott.ssa Mara Barcella, direttrice della Struttura Complessa di Psichiatria dell’ASL AT, che ha offerto una preziosa riflessione sul tema della salute mentale, e della giornalista Monica Jarre, che ha guidato il dialogo con sensibilità e professionalità, favorendo un confronto autentico e coinvolgente.
Parlare di salute mentale attraverso la letteratura significa contribuire a superare stereotipi e silenzi che ancora oggi accompagnano il disagio psicologico. L’ombra del salice nasce proprio con questo intento: raccontare una storia capace di generare empatia, accendere domande e ricordare che dietro ogni fragilità esiste una possibilità di rinascita.
L’affetto del pubblico, le domande, le testimonianze condivise e l’attenzione con cui è stato accolto il romanzo hanno reso questo appuntamento ancora più significativo. Momenti come questi confermano quanto le storie possano creare connessioni autentiche e diventare strumenti di consapevolezza.
Porto con me la gratitudine per tutte le persone che hanno partecipato e hanno scelto di condividere questo percorso. Ogni incontro con i lettori rappresenta un’opportunità preziosa per continuare a dare voce a temi importanti e per ricordare che la cultura e la letteratura possono contribuire a costruire una società più attenta, inclusiva e capace di ascoltare.