Trieste 1 | L'ombra del Salice in Tour 3

Trieste | L’ombra del Salice in Tour

Trieste, 5 giugno. Ci sono luoghi che possiedono una voce propria. Quando ti siedi all’Antico Caffè San Marco, tra i riflessi degli specchi d’epoca e il profumo di carta e caffè, avverti subito il peso di una tradizione letteraria monumentale. Eppure, la sensazione più forte non è stata la vertigine del passato, ma un senso di assoluta sintonizzazione con il presente.
L’eco della mente, le mura della città.

Il pubblico che ha riempito il San Marco ha accolto le vicende di Sofia e di suo padre con una comprensione profonda, quasi istintiva, priva di barriere o giudizi.

Nei miei pensieri, la forza del salice è sempre stata legata alla flessibilità, alla capacità di assecondare le piene della vita senza farsi spezzare. Portare questa metafora qui, nella città della Bora, ha significato vederla sotto una luce nuova. Trieste sa cosa significa resistere alle raffiche, abitare il confine, convivere con l’inquietudine e trasformarla in arte, in riscatto, in verità. Davanti a quegli sguardi attenti, mentre parlavamo di ferite familiari e della faticosa conquista della felicità, ho capito che il libro aveva trovato un terreno incredibilmente fertile.

Il firma-copie, i sussurri tra i tavoli e lo scambio di storie personali a fine serata hanno trasformato questa presentazione in un’esperienza intima. Lascio Trieste e la straordinaria ospitalità del Caffè San Marco con una certezza in più: quando la scrittura ha il coraggio di esplorare l’ombra, trova sempre qualcuno pronto a fare spazio alla luce. Grazie a chi c’era.

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