Ci sono tappe in cui il simbolo del salice esce dalle pagine del romanzo e diventa qualcosa di reale, capace di mettere radici e continuare a crescere.
A Udine, alla scuola materna Cossettini, abbiamo piantato un altro salice. Un momento reso speciale soprattutto dai bambini, dalle insegnanti e dalla dirigente, che hanno accolto questo progetto con entusiasmo e sensibilità. Porterò con me i fiori ricevuti, la poesia e soprattutto la loro straordinaria interpretazione di ciò che serve davvero a un albero per crescere.
Ad accompagnare questo momento anche la Comunità Nove e le persone con fragilità psichica che hanno cantato per noi, ricordandoci ancora una volta quanto condivisione, ascolto e inclusione siano parte fondamentale di questo viaggio.
La giornata è poi proseguita con la presentazione de L’ombra del salice. Grazie all’assessore Federico Pirone per le sue parole e per essere tornato anche la sera, ad Anastasia Serra per aver organizzato tutto con grande cura e a Nadia Dalla Pietra per aver guidato l’incontro trovando nel romanzo chiavi di lettura capaci di sorprendere persino me.
Un grazie anche al professor Marco Bertoli, direttore del Dipartimento di Dipendenze e Salute Mentale di Udine, per il suo prezioso contributo, alla Libreria Giunti, a tutte le persone presenti e al blog Coccole di Carta per la bellissima recensione dedicata al romanzo.
Un altro salice è stato piantato. E ancora una volta penso che non potesse esserci immagine più bella per raccontare questo viaggio: avere cura delle radici per permettere a qualcosa di nuovo di crescere.